Quando un grande artista del teatro comico come Pippo Santonastaso si avvicina al testo di un operetta come “AL CAVALLINO BIANCO” viene colto dalla grande voglia di attualizzarne il testo (adattato insieme a Franco Pulvirenti) e preso dalla trama leggera, ne trae spunto per creare delle situazioni comiche, che insieme alle bellissime musiche di Benatzky, lasciano il pubblico piacevolmente soddisfatto. L’operetta degli anni trenta, ha un piglio gradevole e stuzzicante, è stata una delle ultime operette che hanno avuto un successo strepitoso.
Il testo è tratto da una commedia di Blumenthal e Kudelburg, all’inizio la parte musicale fu affidata al solo Benatzky per la parte musicale, ma per il completamento dell’opera è stato decisivo l’intervento di Stoltz-Granichstaedten-Gilbert-Frankowski.Il successo di quest’opera fu di portata mondiale,in Europa come in America.
La storia è ambientata in un Hotel, chiamato “Al Cavallino Bianco” dove gli avventori ,per motivi diversi vanno ad intrecciare casualmente i loro fatti, sino al punto di creare situazioni paradossalmente comici,c on un finale felice come è di prassi nel genere operettistico. Si ha un momento di squisito lirismo, con il brano “Meglio Val Sorridere” che Gioseffa canta nel finale, ma è contornata da motivi e melodie,facili da canticchiare e fischiattare, come “Mi pare un sogno un illusion”. In questa operetta Pippo Santonastaso e Cosetta Gigli sono i perfetti alfieri di quest’avventura: il primo è il comico furbetto che districa tutti gli imbrogli che si vengono a creare ,la seconda e la padrona dell’Hotel, attrice e cantante che con il suo charme, ammalia tutto il pubblico, che la decretata la regina dell’operetta.
Il momento che viviamo così pieno di preoccupazioni e di paure ha bisogno di un po’ di spensieratezza, per liberare la mente di tutte le preoccupazioni e riempirla di cose semplici, per sognare un futuro più roseo.
Musicisti: Ralph Benatzky – Robert Stolz – Bruno Granichstaedten –
Librettisti: Hans Muller – Erik Charell – Robert Gilbert
Prima esecuzione: Berlino, Grosses Schausspielhaus, 8 novembre 1930
